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Fumo,
ambiente di lavoro e la tutela dei non fumatori Le informazioni fornite dall'Osservatorio non possono, quindi, essere utilizzate in sostituzione di quanto riportato dalla normativa vigente, alla quale si rimanda per la corretta applicazione delle disposizioni introdotte in materia di tutela della salute dei non fumatori. Sono pertanto riportati i testi legislativi a cui è d'uopo fare riferimento. Cosa prevedono le ultime disposizioni in tema di tutela della salute dei non fumatori? La legge prevede che: è vietato fumare nei locali chiusi, ad eccezione di quelli privati non aperti ad utenti o al pubblico; di quelli riservati ai fumatori e come tali contrassegnati. Quali sono gli ultimi riferimenti normativi? Legge 16 gennaio 2003, n.3. Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione, Art.51 (Tutela della salute dei non fumatori) ( GU n. 15 del 20-1-2003 - Supplemento Ordinario n.5 ) Legge 31 ottobre 2003, n.306. Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee. Legge comunitaria 2003. Art. 7 Modifiche all'articolo 51 della legge 16 gennaio 2003, n.3, in materia di tutela della salute dei non fumatori anche in conformità alla direttiva 2001/37/CE in materia di tabacco. ( G.U. n.266 del 15-11-2003 - Supplemento Ordinario n. 173 ) D.P.C.M. 23 dicembre 2003. Attuazione dell'art. 51, comma 2 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, come modificato dall'art. 7 della legge 21 ottobre 2003, n. 306, in materia di «tutela della salute dei non fumatori». -G. U. n.300 del 29/12/2003). Quali caratteristiche dovranno avere i "locali riservati ai fumatori"? Il D.P.C.M. 23 dicembre 2003 ha definito nell'allegato 1 i requisiti tecnici dei locali per fumatori, dei relativi impianti di ventilazione e di ricambio d'aria e dei modelli dei cartelli connessi al divieto di fumare. Quali requisiti tecnici devono avere i "locali per fumatori"? I locali riservati ai fumatori, di cui all'art. 51, comma 1, lettera b ) della legge 16 gennaio 2003, n. 3 devono essere contrassegnati come tali e realizzati in modo da risultare adeguatamente separati da altri ambienti limitrofi, dove è vietato fumare. A tal fine i locali per fumatori devono rispettare i seguenti requisiti strutturali: - essere delimitati da pareti a tutta altezza su quattro lati; Quali i requisiti tecnici devono avere gli impianti di ventilazione e di ricambio d'aria dei locali per fumatori? I locali per fumatori devono essere dotati di idonei mezzi meccanici di ventilazione forzata, in modo da garantire una portata d'aria di ricambio supplementare esterna o immessa per trasferimento da altri ambienti limitrofi dove è vietato fumare. L'aria di ricambio supplementare deve essere adeguatamente filtrata. La portata di aria supplementare minima da assicurare è pari a 30 litri/secondo per ogni persona che può essere ospitata nei locali in conformità della normativa vigente, sulla base di un indice di affollamento pari allo 0,7 persone/mq. All'ingresso dei locali è indicato il numero massimo di persone ammissibili, in base alla portata dell'impianto. I locali per fumatori devono essere mantenuti in depressione non inferiore a 5 Pa. (Pascal) rispetto alle zone circostanti. L'aria proveniente dai locali per fumatori non è riciclabile, ma deve essere espulsa all'esterno attraverso idonei impianti e funzionali aperture, secondo quanto previsto dalla vigente normativa in tema di emissioni in atmosfera esterna, nonché dai regolamenti comunali di igiene ed edilizi. La progettazione, l'installazione, la manutenzione ed il collaudo dei sistemi di ventilazione devono essere conformi alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in tema di sicurezza e di risparmio energetico, come pure alle norme tecniche dell'Ente italiano di unificazione (UNI) e del Comitato elettrotecnico italiano (CEI). I soggetti abilitati sono tenuti a rilasciare idonea dichiarazione della messa in opera degli impianti secondo le regole dell'arte ed in conformità dei medesimi alla normativa vigente. Ai fini del necessario controllo, i certificati di installazione comprensivi dell'idoneità del sistema di espulsione, e i certificati annuali di verifica e di manutenzione degli impianti di ventilazione devono essere conservati a disposizione dell'autorità competente. Per gli esercizi di ristorazione come deve essere la superficie destinata ai fumatori? La superficie destinata ai fumatori negli esercizi di ristorazione, ai sensi dell'art. 51 della legge 16 gennaio 2003, n. 3 , deve comunque essere inferiore alla metà della superficie complessiva di somministrazione dell'esercizio. Quali sono i modelli dei cartelli relativi al divieto di fumare? Nei locali in cui è vietato fumare sono collocati appositi cartelli, adeguatamente visibili, che evidenziano tale divieto. Ai fini della omogeneità sul territorio nazionale, tecnicamente opportuna, tali cartelli devono recare la scritta «VIETATO FUMARE», integrata dalle indicazioni della relativa prescrizione di legge, delle sanzioni applicabili ai contravventori e dei soggetti cui spetta vigilare sull'osservanza del divieto e cui compete accertare le infrazioni. Nelle strutture con più locali, oltre al modello di cartello prima descritto, da situare nei luoghi di accesso o comunque di particolare evidenza, sono adottabili cartelli con la sola scritta "VIETATO FUMARE". Come sono contrassegnati i locali per fumatori? I locali per fumatori sono contrassegnati da appositi cartelli, con l'indicazione luminosa contenente, per le ragioni di omogeneità con i cartelli relativi al divieto di fumo, la scritta «AREA PER FUMATORI». Quest'ultimi cartelli sono comunque integrati da altri cartelli luminosi recanti, per le ragioni di omogeneità con i cartelli relativi al divieto di fumo, la dizione: «VIETATO FUMARE PER GUASTO ALL'IMPIANTO DI VENTILAZIONE», che si accendono automaticamente in caso di mancato o inadeguato funzionamento degli impianti di ventilazione supplementare, determinando la contestuale esclusione della scritta indicativa dell'area riservata. Cosa accade se il locale non risponde a tutte le caratteristiche tecniche prima descritte? Il locale non rispondente, anche temporaneamente, a tutte le caratteristiche tecniche di cui ai punti precedenti non è idoneo all'applicazione della normativa di cui all'art. 51 della legge 16 gennaio 2003, n. 3. Quando entrerà in vigore la legge? Al fine di consentire una adeguata attività di informazione, da attivare d'intesa con le organizzazioni di categoria più rappresentative, le disposizioni di cui ai commi 1, 2, primo periodo, 3 e 5 della Legge 16 Gennaio 2003 n. 3 entreranno in vigore decorso un anno dalla data di entrata in vigore del provvedimento di cui al D.P.C.M. 23 dicembre 2003 (29 dicembre 2004 ). Quali sanzioni sono previste per le infrazioni? Alle infrazioni al divieto previsto dalla Legge 1 6 Gennaio 2003 n. 3 si applicano le sanzioni di cui all'articolo 7 della legge 11 novembre 1975, n. 584, come sostituito dall'articolo 52, comma 20, della legge 28 dicembre 2001, n. 448. Come avverrà l'accertamento dell'infrazione? Entro centoventi giorni dalla data di pubblicazione della Legge 16 Gennaio 2003 n. 3 nella Gazzetta Ufficiale, con accordo sancito in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, su proposta del Ministro della salute di concerto con i Ministri della giustizia e dell'interno, devono essere ridefinite le procedure per l'accertamento delle infrazioni, la relativa modulistica per il rilievo delle sanzioni nonché l'individuazione dei soggetti legittimati ad elevare i relativi processi verbali, di quelli competenti a ricevere il rapporto sulle infrazioni accertate ai sensi dell'articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e di quelli deputati a irrogare le relative sanzioni. In attesa dell'entrata in vigore delle ultime disposizioni a quali leggi ci si può riferire? Rimangono in vigore tutte le leggi precedenti alle ultime disposizioni quali gli articoli 3, 5, 6, 8, 9, 10 e 11 della Legge 11 Novembre 1975 n.584. Restano ferme le disposizioni che disciplinano il divieto di fumo nei locali delle pubbliche amministrazioni. Bisogna, inoltre, ricordare quanto valido in materia di tutela della salute dei lavoratori. In qualità di lavoratori come si può essere tutelati dal fumo passivo? Il fumo passivo ed i rischi per la salute dei lavoratori che ne subiscono gli effetti dannosi costituisce un problema rilevante che deve essere adeguatamente affrontato dal datore di lavoro. Bisogna ricordare che l'art. 32 della Costituzione riconosce il diritto alla salute come diritto fondamentale, costituzionalmente protetto, dell'individuo e interesse della collettività. L'art. 2087 del codice civile prevede esplicitamente a carico del datore di lavoro l'obbligo contrattuale generale di sicurezza, ai sensi del quale "il datore di lavoro è tenuto ad adottare le misure necessarie per tutelare l'integrità fisica e morale dei lavoratori, rispettando non solo le specifiche norme prescritte dall'ordinamento in relazione al tipo specifico di attività imprenditoriale e lavorativa, ma anche quelle che si rivelino necessarie in base alla particolarità del lavoro, all'esperienza e alla tecnica". Gli articoli 1, 3, 4, 31 D.Lgs. n. 626/94 e l' art. 9 D.P.R. n. 303/1956 impongono ai datori di lavoro, come ha affermato in moto deciso la Corte Costituzionale, l'obbligo di "attivarsi per verificare che in concreto la salute dei lavoratori sia adeguatamente tutelata" e quindi anche l'obbligo di proteggere in via preventiva i non fumatori nei luoghi di lavoro. In particolare, l'art. 9 del D.P.R. 303 (19.3.1956) modificato dall'art. 33 del decreto legge 62694 stabilisce che "nei luoghi di lavoro chiusi è necessario (...) far sì che (...) i lavoratori dispongano di aria salubre in quantità sufficiente (...)". E' il datore di lavoro che deve quindi garantire aria salubre in quantità
sufficiente. Un'aria che contiene sostanze cancerogene, come l'aria contaminata
da fumo passivo non può essere salubre. Poiché non esiste
un valore soglia per le sostanze cancerogene, l'aria per essere salubre
deve essere del tutto priva delle sostanze cancerogene prodotte dal fumo
di tabacco. |