Prevenzione: la grande sfida

di MARCO D'AURIA

Sono circa 200 gli esperti internazionali convenuti alla Conferenza su Tabacco, Prevenzione e Comunicazione che si è svolto dal 13 al 15 novembre a Roma in occasione della Presidenza Italiana del Consiglio dei Ministri Europeo. Obiettivo: fare il punto delle politiche di prevenzione e controllo del fenomeno del Tabagismo nei giovani di tutta Europa. Il programma della Conferenza - si legge sul sito internet del ministero della Salute - si concentra "sull'analisi delle strategie mediatiche, già attuate o ancora in fase sperimentale, per la promozione di stili di vita salutari nelle giovani generazioni e in particolare nel contrastare l'iniziazione e dissuadere dall'abitudine al fumo". Sono stati affrontati temi quali l'efficacia della campagne per la lotta al Fumo, l'analisi e la valutazione dei metodi comunicativi usati, il confronto delle cosiddette "best practice". Il ministro della Salute italiano Girolamo Sirchia ha dato il via ai lavori. Gli esperti hanno fatto un bilancio in particolare dei tre anni della campagna di prevenzione lanciata nei Paesi dell'Unione Europea "Feel-Free to Say No", finanziata con il 2% degli incentivi comunitari destinati ai produttori del tabacco e che vengono trattenuti per le campagne di informazione sui danni del Tabacco, per una cifra di sei milioni di euro. Per il dottor Giacomo Mangiaracina, referente italiano della campagna e coordinatore dell'Area Tabagismo della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, si tratta di una cifra irrisoria, "assolutamente insufficiente per una campagna pervasiva a livello europeo. Basti pensare che solo per l'Italia il Ministero della Salute ne ha stanziati 10 per un solo anno". Gli addetti ai lavori chiedono l'innalzamento delle trattenute ad almeno il 5 per cento, considerato che l'elevato somma complessiva dei finanziamenti ai produttori di tabacco, che arriva a 300 milioni di euro. Per Mangiaracina, nella lotta alla dipendenza dal Fumo la grande lacuna è la formazione in Prevenzione. "L'operatore scolastico non si può improvvisare. E' una figura che deve imparare a comunicare, altrimenti rischia di fare più danni che bene". Un metodo moderno, ad esempio è quello della "peer education", cioè formare dei ragazzi tutor che insegnano ad altri ragazzi. Fonte: Apcom - Novembre 2003.