NOtizie

Notizia del 28/04/2005
Fumo, più risorse per creare apposite sale

“Il provvedimento antifumo non deve essere un’imposizione” – ha affermato il neo ministro della Salute Francesco Storace. “Vorrei – afferma il presidente Confesercenti Marco Venturi - che il neo ministro precisasse meglio qual è il suo pensiero. Perché adesso non si può oggettivamente tornare indietro, ma certo sarebbe utile trovare per esempio nuove risorse per consentire ai ristoratori di creare quelle apposite sale per fumatori che ancora non sono presenti in molti locali”.

”E poi – sottolinea Venturi - che significa avere maggior comprensione per i fumatori? O si segue la norma oppure si fa in modo di ammorbidirla con degli appositi decreti. D’altra parte nella legge non si è tenuto conto di alcuni locali, come per esempio i night club o le discoteche dove il fumo è quasi connaturato con il locale.”


Notizia del 27/04/2005
Tabacchi: distribuzione verso il collasso, e a pagare sono sempre le pmi

Dopo il calo delle vendite seguito al divieto di fumo imposto dal ministro Sirchia (-18%), i tabaccai devono ora fare i conti con i danni del disservizio prodotto dalla privatizzazione del sistema distributivo.

Si tratta di un autogol messo a segno dallo Stato che, oltre a rendere la vita difficile a migliaia di imprese del settore, é anche riuscito a danneggiare le proprie finanze. Approvvigionamenti più gravosi, se non impossibili, per le imprese vuole infatti dire meno vendite e quindi meno accise per le casse pubbliche già in debito d’ossigeno.
Già alcune decine di distributori hanno chiuso i battenti portando il disagio in città come Firenze, Roma e Bari a livelli preoccupanti, e nelle prossime settimane almeno altri trecento sospenderanno i rifornimenti. Si tratta dunque di un andamento che, in assenza di contromisure immediate, rischia di lasciare vuoti in breve tempo gli scaffali di moltissime tabaccherie con effetti immaginabili sull’economia delle imprese e sui consumi.
Oltre il danno, é probabile che i tabaccai debbano anche sopportare la beffa di doversi accollare i costi del nuovo sistema distributivo dopo che lo Stato, con la privatizzazione, ha deciso di lavarsene completamente le mani lasciando campo libero a favore di qualcun altro.

In seguito alle proteste dei Tabaccai il Dott. Maurizio Zaccheo Amministratore Delegato Logista Italia SPA si e' reso disponibile per un incontro nei prossimi giorni.


Notizia del 27/01/2005
Divieto di fumo e irresponsabili


Onestamente nessun astrologo, neppure quelli che vanno per la maggiore, nessun indovino, nessun medium,  nessun analista, nessun sociologo, avrebbe potuto immaginare quali effetti il Provvedimento Sirchia (quello contro il fumo) sta provocando nella società italiana.Chi immaginava che si sarebbero modificate abitudini, consuetudini, atteggiamenti e che alla fine, comunque, fumatori e non fumatori, ristoratori, pizzaioli, osti (non certo i tabaccai) ne avrebbero tratto beneficio, si è drammaticamente e clamorosamente sbagliato.
Oggi ne abbiamo la certezza! Il provvedimento Sirchia, contro il fumo, ha ampliato a dismisura il numero  degli appartenenti ad una classe sociale: quella degli “irresponsabili”!
Chi dichiara di fumare meno è un irresponsabile, chi dichiara di vendere meno tabacchi è un irresponsabile; chi dichiara che i distributori automatici di sigarette dispensano meno prodotti è un irresponsabile, se i contrabbandieri si lamentano perché vendono meno sigarette sono irresponsabili, chi fa indagini per capire quanto sia calato il consumo di tabacco è un irresponsabile, se poi addirittura c’è chi si arroga il diritto di poter rappresentare i tabaccai il livello di irresponsabilità raggiunge l’apice.
Ad aprirci gli occhi è fortunatamente una sedicente ed autoreferente, grandissima organizzazione di categoria che grazie al proprio capillarissimo sistema di monitoraggio (tutto on-line ed in tempo reale) ci evidenzia come la vendita di tabacco non sia diminuita, come le abitudini di fumatori e non fumatori non siano cambiate, come la schiera degli “irresponsabili” si sia  copiosamente rinfoltita per causa dei “folli” che dichiarano il contrario e per causa degli aderenti a microscopiche organizzazioni che effettuano sondaggi privi di ogni fondamento statistico e scientifico.
E d’altronde come si fa a non prendere come attendibilissime le dichiarazioni di questa importantissima  e rappresentativissima organizzazione che nel breve  volgere di sette giorni ha prima dichiarato  di rappresentare 58.000 su 56.000 rivendite di tabacco  e poi 48.000su 56.000!!!
I più maligni sussurrano (dirlo a voce alta si rischia il “penale”) che questa importantissima e rappresentativissima  organizzazione non sappia poi così bene fare di conto.
Passi per i 10.000 tabaccai volatilizzatisi ma pare che in qualche società del gruppo i conti proprio non vogliono tornare.
Noi ovviamente non ci crediamo e vi invitiamo  ad ascoltare la Voce che vi dice la verità.

A commento delle dichiarazioni apparse sul sito www.tabaccai.it, sulla pubblicazione "La Voce del Tabaccaio", e di cui riportiamo qui di seguito il testo:

Rivista n°4 del 24/01/2005: "Irresponsabilità" Ampio spazio sui giornali quotidiani e persino in televisione è stato dato alle allarmistiche ed irresponsabili dichiarazioni di una scarsamente rappresentativa organizzazione di tabaccai. Secondo costoro a seguito della legge sul fumo il consumo delle sigarette sarebbe crollato del 23%. In proposito preme ricordare:
1) detta sparuta associazione (con tutto il rispetto per la confederazione cui aderisce) associa complessivamente 700 tabaccai in tutta Italia;
2) la Federazione Italiana Tabaccai associa oltre 48.000 delle 56.000 tabaccherie esistenti;
3) il 23 è un numero interessante sulla ruota di Venezia, visto che il 53 non esce, e non ha alcun riferimento al calo delle vendite di tabacco;
4) per avere dati attendibili sulla diminuzione di consumi si dovrà aspettare un confronto statistico febbraio 2004 - febbraio 2005 possibile nei primi giorni di marzo;
5) qualsiasi minor consumo possa essersi verificato nei primi giorni, a medio periodo gli esperti ritengono probabile una riduzione dei consumi a quantità come massimo nell’ordine di 2 o 3 punti percentuali;
6) la legge sul divieto di fumo è comunque da modificare nel suo estremismo proibizionista (es. divieto di locali per soli fumatori anche se circoli privati - sproporzionate richieste di ricambi d’aria per i locali per fumatori - sanzioni per esposizione di cartelli vietato fumare non conformi ai capricci del Ministro, ecc.);
7) non ci occuperemo più di chi strombazza infondate voci allarmistiche solo per farsi pubblicità. Anche perché se veramente i consumi calassero del 23% avremmo due conseguenze: 1) chiusura di molte tabaccherie per insostenibilità dei costi di gestione; 2) aumento della tassazione per raggiungere i traguardi di bilancio, aumento dei prezzi delle sigarette e conseguenza ulteriore riduzione dei consumi. Verrebbe da dire, ovviamente salvando da ogni conseguenza lo sprovveduto personaggio, crepi l’astrologo.


Notizia del 08/01/2005
Fumo: scatta il divieto, solo il 2% dei pubblici esercizi adeguerà struttura

Dal 10 gennaio entra in vigore il divieto di fumo nei locali chiusi di ristoranti e bar, previsto dalla nuova legge, che coinvolgerà 250 mila pubblici esercizi. Soltanto il 2% di essi, però, è disposto ad investire i circa 20 mila euro necessari per attrezzare mediamente una sala dedicata ai fumatori, mentre nessun gestore intende trasformarsi in sceriffo per far rispettare il divieto. Galli, “sosterremo i ricorsi dei gestori”

Dal 10 gennaio entra in vigore il divieto di fumo nei locali chiusi di ristoranti e bar, previsto dalla nuova legge, che coinvolgerà 250 mila pubblici esercizi. Soltanto il 2% di essi, però, è disposto ad investire i circa 20 mila euro necessari per attrezzare mediamente una sala dedicata ai fumatori, mentre nessun gestore intende trasformarsi in sceriffo per far rispettare il divieto.
Al Nord, dove più alto è il numero dei titolari che hanno dichiarato di volersi attrezzare, la percentuale non supera l’8% del totale dei pubblici esercizi, al centro il 6%, al Sud il 4% e nelle isole il 3%.
La Federazione dei pubblici esercizi della Confesercenti assicura che tutti gli imprenditori associati si impegneranno a rispettare e far rispettare il divieto di fumo chiedendo alla clientela di assicurare il rispetto sia della normativa che degli utenti non fumatori.
“Migliaia e migliaia di cartelli verranno esposti negli esercizi pubblici con il divieto assoluto di fumare – spiega il segretario nazionale della Fiepet, Tullio Galli - dopo la campagna di informazione e di dissuasione messa in pratica da oltre un anno dagli esercenti che si aspettano, peraltro, una piena condivisione da parte degli stessi avventori. Quello che, al contrario, non verrà sicuramente applicato da parte dei gestori sarà la denuncia di eventuali trasgressori al divieto di fumo, con la segnalazione alle forze dell’ordine. Un compito non previsto dalla legge che istituisce il nuovo divieto, dal codice penale e dalla stessa etica comportamentale. Qualora, anzi, i nostri imprenditori associati fossero multati - precisa Galli - con sanzioni che raggiungono i 2.200 euro per una responsabilità oggettiva riguardante la mancata denuncia di fumatori incalliti all’interno dei locali, nonostante l’esposizione dei cartelli e il cordiale invito a smettere, ricorreremo contro la sanzione amministrativa assistendo tutti coloro che ci segnaleranno tale forma di abuso.”
“Siamo consapevoli dell’importanza di questa legge dal punto di vista della salute per i cittadini –afferma il segretario della Fiepet-Confesercenti – e per questo siamo disposti ad intensificare la campagna d’informazione sul divieto di fumo nei pubblici esercizi, riempiendo peraltro il buco informativo lasciato dal ministero. Per questo – conclude Galli - saremo fermi e decisi nel tutelare gli imprenditori che vogliono far rispettare la legge ma con un comportamento equilibrato nei confronti della propria clientela: nessuna denuncia dunque e nessuna delazione.”