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LA
TERAPIA SOSTITUTIVA CON NICOTINA
Autori: Dr. Jacques Lehouezec, Dr. Eugenio Sabato,
Dr.ssa Giuseppina Majani, Dr.ssa Chiara Felici
Introduzione
La
terapia sostitutiva con nicotina fu introdotta per la prima volta in Svizzera
25 anni fa: si trattava di gomme da masticare contenenti 2 milligrammi
di nicotina. Il cerotto e le gomme da masticare da 4 milligrammi furono
successivamente introdotte nei primi anni '90. In seguito, la diversificazione
dei prodotti per soddisfare le necessità dei fumatori ha portato
alla nascita di altre formulazioni, come gli inalatori e le compresse
di nicotina.
Le specialità medicinali utilizzate per smettere
di fumare con il metodo sostitutivo con nicotina (NRT) sono medicinali
da automedicazione (definiti OTC o prodotti da banco) che possono essere
acquistati liberamente in Farmacia senza obbligo di ricetta medica, quindi
utilizzati senza una diagnosi preliminare di un Medico (DL 539/1992).
Secondo più di uno studio il ricorso a questa terapia
può aiutare a limitare in misura sensibile l'incremento ponderale
che spaventa soprattutto le fumatrici e che spesso ostacola la loro decisione
di smettere. Una recente esperienza effettuata in 253 fumatrici ha permesso
di dimostrare come l'utilizzo della terapia sostitutiva si accompagnasse,
dopo un periodo medio di 12 settimane di astensione dal fumo, a un aumento
di peso di soli 1,3 Kg, nettamente inferiore rispetto all'incremento di
3,4 Kg fatto registrare dalle donne che non erano ricorse alla terapia
sostitutiva. Si tratta di risultati che possono essere ulteriormente implementati
ricorrendo a un intervento combinato a una terapia comportamentale per
il controllo del peso e a una dieta ipocalorica9.
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Le linee guida britanniche

In accordo con le recenti linee guida britanniche, queste sono le raccomandazioni
al trattamento farmacologico:
I fumatori di 10 o più sigarette al giorno dovrebbero essere normalmente
incoraggiati a utilizzare la NRT o il bupropione.
- I fumatori di 10 o più sigarette al giorno dovrebbero
essere normalmente incoraggiati a utilizzare la NRT o il bupropione.
- Attualmente non vi è alcuna base scientifica
per raccomandare una formulazione di NRT rispetto alle altre.
- Non vi è alcuna base scientifica
per non consentire la combinazione di differenti formulazioni di NRT,
combinazione che può anzi offrire dei benefici.
- La NRT può essere raccomandata
per un utilizzo anche nei pazienti con malattie cardiovascolari,
ma solo con l'accordo del medico curante nel caso in cui la malattia
sia acuta o non ben controllata. (Vale la pena notare che la Francia
ha recentemente soppresso le controindicazioni cardiovascolari per i
pazienti con malattie cardiovascolari).
- L'utilizzo della NRT da parte delle
donne in gravidanza, se determina la sospensione dal fumo, può
tradursi in un beneficio per la madre e per il feto.
- L'NRT può aiutare a far smettere di fumare fumatori
adolescenti, ma non vi sono al momento sufficienti evidenze per una
raccomandazione in questo senso.
- Attualmente non può essere fatta alcuna raccomandazione
sulle circostanze in cui il bupropione dovrebbe essere preferito alla
NRT o viceversa, fatta eccezione per quelle in cui uno dei due farmaci
sia controindicato.
- Nessuna raccomandazione può essere fatta
per quanto riguarda l'uso della NRT e del bupropione in combinazione.
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Le indicazioni del database
treatobacco.net

Il database di treatobacco.net (www.treatobacco.net)
della OMS Europa e l'SRNT (Society for Research
on Nicotine and Tobacco) aggiungono questi punti:
- Vi è evidenza del fatto che i forti fumatori
conseguono maggiori successi con le gomme da 4 milligrammi piuttosto
che con quelle da 2 milligrammi.
- L'efficacia della NRT non dipende dall'entità
del supporto di tipo comportamentale "faccia a faccia".
- La combinazione del sostegno comportamentale con
la NRT aumenta i tassi di successo rispetto ai singoli trattamenti.
Anche il grado di motivazione e il livello di dipendenza
da nicotina (misurato per esempio con il questionario
di Fagerström) sono fattori importanti per il successo della terapia.
Questi possono essere facilmente determinati
da professionisti della salute (farmacisti
e medici) con l'obiettivo di garantire il
dosaggio più appropriato di NRT e il supporto necessario (materiale
di auto aiuto, counselling, ecc).
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Il supporto psicologico
Solitamente
si inizia a fumare entro i 17 anni di età, per curiosità
o per imitare gli adulti. Una volta acquisita, la dipendenza dal fumo
di sigaretta viene mantenuta, sostanzialmente, o per evitare gli effetti
negativi associati all'astinenza dal fumo, o per non perdere gli effetti
positivi associati al fumo. Ad esempio, è noto che persone con
alti livelli di instabilità emozionale o di stress psicologico
ricorrono al fumo come a una strategia di coping (fronteggiamento) nella
vita di tutti i giorni, nella convinzione che senza il fumo sarebbe molto
più difficile gestire i problemi della vita quotidiana. Nei giovani,
il fumo può anche costituire una strategia per controllare il peso,
e in questi casi può presentarsi associato a un'eccessiva attività
fisica.
Il fatto che l'abitudine al fumo venga mantenuta anche
a fronte di informazioni ormai chiarissime sulla sua nocività non
sorprende. Molti dei fumatori si considerano "immuni" dai danni
del fumo (soprattutto i giovani, che ritengono la propria salute ancora
molto lontana dai pericoli che il fumo comporta). Ma, soprattutto, la
disponibilità di informazioni non sempre si traduce nell'acquisizione
di conoscenze, e inoltre, pur in presenza di adeguate informazioni, possono
venire a mancare le abilità per tradurre queste conoscenze in conseguenti
comportamenti. In sintesi: non basta informare per produrre un cambiamento
comportamentale.
Secondo Prochaska e Di Clemente, ogni cambiamento attraversa
le seguenti fasi: Precontemplazione, Contemplazione, Preparazione, Azione,
Mantenimento e Ricaduta. Il soggetto che ha deciso di ricorre alla NRT
ha già superato la fase della Precontemplazione e si trova in quella
della Contemplazione. E' quindi molto sensibile a tutte le informazioni
che riguardano vantaggi e svantaggi (o costi) dell'abbandono del fumo.
In questa fase può trovare un efficace aiuto nella NRT poiché
questa può rendere possibile e agile il passaggio dalla Contemplazione
alla Preparazione, e cioè dal pensare al fare, dall'ideazione al
comportamento.
Secondo Fagerstrom, esperto di fama mondiale in tema di
dipendenza dalla nicotina, sperimentare anche semplicemente una riduzione
del numero di sigarette restituisce al soggetto il senso del controllo
sul fumo, e può anche portarlo a un punto in cui nasce la curiosità
di vedere che cosa succede se si smette di fumare completamente.
Può anche darsi che in questo tentativo di emanciparsi
dal fumo il soggetto vada incontro a una ricaduta. Se accade, questa non
deve essere vissuta come una violazione dell'astinenza, ma come un evento
da cui apprendere risposte più efficaci e adeguate per fronteggiare
le situazioni a rischio. In questo senso, la ricaduta non è l'antitesi
del cambiamento, ma piuttosto ne è parte integrante.
Così vissuto, l'abbandono del fumo non è un compito gravoso
e difficile, ma un percorso di conoscenza di se stessi, delle proprie
risorse e delle proprie motivazioni al benessere. Ed è così
che andrebbe proposto, soprattutto ai giovani: non come una correzione
di un comportamento a rischio, ma come un elemento centrale della promozione
della propria salute, come l'espressione di una matura e consapevole presa
in carico del proprio benessere.
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Il ruolo del farmacista
Il
ruolo del Farmacista è di fondamentale importanza in quanto ricopre
una "posizione-chiave" come immediato
interlocutore, in possesso di utili conoscenze scientifiche da trasmettere
in maniera professionale e per poter facilitare il raggiungimento della
risposta a problemi legati alla salute, alla prevenzione e al benessere
dell'individuo.
L'esigenza di dar vita ad un tipo di esperienza professionale
nell'ambito della disassuefazione da fumo di sigaretta nasce dalla consapevolezza
dell'entità del problema FUMO percepito
nel cogliere ed evidenziare la molteplicità degli aspetti della
vita del fumatore correlati ad altrettante patologie.
Percezione oggi consolidata e convalidata da quanto è
esplicitamente espresso nel Piano Sanitario Nazionale (2002-2003) come
obiettivo prioritario esteso a tutti gli Operatori Sanitari di dover potenziare
azioni volte a favorire la disassuefazione da fumo di sigaretta.
Inoltre è bene puntualizzare che le specialità
medicinali utilizzate per smettere di fumare con il metodo sostitutivo
con nicotina (NRT) sono medicinali da automedicazione
(definiti OTC o prodotti da banco) che possono essere acquistati liberamente
in Farmacia senza obbligo di ricetta medica, quindi utilizzati senza una
diagnosi preliminare di un Medico (DL 539/1992).
Ciò a volte può indurre ad un loro scorretto utilizzo nei
modi e nei tempi di somministrazione lasciando disattese le aspettative
del paziente fumatore con conseguente frustrazione e demotivazione nel
mancato raggiungimento dell'obiettivo. Alla luce di tutto questo il ruolo
del Farmacista può fare la differenza per l'utilizzatore se supportata
da attività di counselling.
L'attività di counselling può essere:
• di minimal
advise, ossia un breve colloquio preliminare a chi chiede di smettere
attraverso la NRT, mirato a spiegare come la terapia funziona, e a capire
quali referenze sono più indicate per iniziare il trattamento. Il colloquio
si pone come una sorta di dialogo tra il fumatore e il farmacista con
domande del tipo:
- Vuole smettere di fumare?
- Quante sigarette fuma?
- Quando si alza dopo quanto tempo si accende la prima
sigaretta?
- Ha mai provato a smettere di fumare?
- Trova difficile restare senza sigarette?
- Lo sa che ci sono farmaci che possono aiutarla a superare
questi fastidi e a rendere più semplice il suo tentativo?
Questo permette al fumatore di comprendere
appieno tutti i meccanismi che il percorso farmacologico comporta e di
approcciare nel modo più efficace il/i prodotti
• strutturato, che si traduce
praticamente in incontri periodici fra il Farmacista e il fumatore per
monitorare i progressi, fare un controllo del peso, rafforzare l'autostima,
ridefinire la motivazione, evidenziare insieme le fasi del cambiamento,
capire come la terapia si adatta al paziente e tutto ciò che è connesso
con il PROCESSO dello "smettere di fumare" in linea con i tempi che la
terapia richiede (12 settimane).
L'esperienza evidenzia che per svolgere nel modo migliore questo secondo
tipo di "attività di counselling" è importante ricavare uno spazio
fisico intimo e privato nella Farmacia, per permettere al paziente
di relazionarsi al meglio con il Farmacista e non cambiare mai l'interlocutore/operatore
una volta iniziata individualmente la terapia.
Un buon lavoro di counselling in entrambi
i casi mirato al raggiungimento di questo traguardo così importante per
il benessere Mondiale dell'uomo, deve iniziare con una formazione
specifica che può a sua volta portare ad ulteriori processi di formazione
rivolti sia ai Medici che ai Farmacisti quali figure centrali nella Sanità,
nonché a percorsi educativi nelle scuole dove inizia la piaga del fumo
e negli ambiti lavorativi dove si perpetua.
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Considerazioni
conclusive
Com'è
possibile a questo punto ottimizzare l'efficacia della terapia? Il craving
della sigaretta, cioè il bisogno impellente di fumare, è
uno dei principali responsabili delle ricadute, con o senza trattamento
NRT, e forme di dosaggio flessibile (come le gomme da masticare, gli inalatori
e le compresse) sembrano essere fattori importanti per fronteggiarlo.
C'è però il problema che la compliance ai dosaggi raccomandati
è in genere bassa con le formulazioni flessibili. Di conseguenza
il ricorso alla combinazione di una formulazione
fissa (il cerotto) con una a dosaggio flessibile sembra la strategia in
grado di offrire le maggiori probabilità di successo.
Per concludere, tutti i trattamenti della
dipendenza da tabacco hanno simile efficacia e vi è una chiara
relazione dose-effetto. Preferenze personali ed effetti collaterali (in
genere lievi e transitori) dovrebbero influenzare la scelta del prodotto
da parte del fumatore.
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